Il lato positivo? Perchè andarsene può aiutarti a capire meglio quello che hai lasciato


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Condivido appieno ciò che ha scritto pochi giorni fa Chiara. Bisogna sempre cercare almeno un lato positivo nelle cose. E questo vale soprattutto se, di punto in bianco, prendete armi e bagagli e partite all’avventura.

Iniziamo col dire che decidere di andarsene dall’Italia non è stata e non sarà mai per nessuno una decisione semplice. Per svariati motivi. Primo fra tutti noi italiani, lasciatemelo dire, siamo abituati a essere un po’ dei mammoni - ma badate, nel buon senso della parola. In Italia, infatti, anche per chi non vive più a casa dei genitori, certe tradizioni non vengono mai a mancare.

Un esempio.

Che bello è, la domenica mattina, svegliarsi col profumo del pranzo da 14 portate preparato dalla mamma? Questa è sicuramente una di quelle tradizioni familiari talmente piacevole e radicata in noi che facciamo davvero fatica a non mantenerla. Se malauguratamente non la riuscissimo a rispettare, le alternative sarebbero solo due: o un'acuta crisi familiare perché un componente non può prender parte al banchetto occupando il suo posto fisso a tavola e creando così quello spazio vuoto impossibile da non notare, oppure spedizione immediata e in direttissima dalla sopracitata mamma (le nonne sono ancora più pericolose) via pacco celere di tutte le prelibatezze che ci siamo persi quel giorno.

Quando si decide di allontanarsi dall’Italia, ovviamente, queste piccole grandi cose vengono a mancare. Un po’ perché il parentado si deve – vuoi o non vuoi – abituare alla nostra assenza (questa volte giustificata), un po’ perché spedire pacchi ricolmi di cibo oltre dogana ogni domenica non sarebbe un’operazione né semplice né poco dispendiosa.

A tal proposito, il mio lato positivo, trovato faticosamente qui in Svezia, si è tradotto nel dover imparare a cucinare, nonostante io sia sempre stata completamente negata nel farlo. È ancora famoso il mio budino al cioccolato marca Ciobar (cosa più semplice da preparare penso non esista) che si era trasformato come per magia in un sasso durissimo, diventando quindi completamente immangiabile - anche se i colleghi dentisti cercano tuttora di rubarmi il prototipo del minibudinospaccadenti, ricordato come una specie di Santo Graal capace di incrementare esponenzialmente il numero di pazienti.

Altro lato positivo? Ho iniziato a seguire una dieta per lo più vegetariana (preparare riso e verdure bollite non mi risulta poi cosí difficile in fondo) e - udite udite - sono riuscita addirittura a perdere quei 4/5 kg che proprio non ne volevano sapere di abbandonarmi.

C’è da dire che vivere a stretto contatto con gente proveniente da altre parti del mondo vi farà apprezzare (e mancare) ancora di più quello che avete lasciato a casa. Quelle riunioni familiari che a noi, prima di partire, parevano a volte scontate, noiose e ripetitive, sono, infatti, sconosciute alla maggior parte della gente straniera che ho conosciuto. Per questo motivo quando, nonostante gli inviti spediti a tutti i vostri nuovi amici, vi ritroverete completamente soli, con  la compagnia esclusiva del vostro computer, a consumare il vostro magrissimo pasto domenicale, ricordatevi del lato positivo, chiudete gli occhi e immaginatevi la tavola della mamma imbandita a puntino.

Carlotta

 

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