Pumpkin Patch, ovvero il diversivo autunnale made in USA.


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La domenica mattina, da 18 mesi a questa parte, non è più quella di una volta. La sveglia “suona” esattamente alle sei e mezza. Se siamo fortunati. Se non lo siamo, è puntata alle cinque e venticinque. In ogni caso, il suo rumore è sempre lo stesso. Ed il suo nome è Bianca.

Da quando sono mamma alle dieci di mattina di domenica ho già, in ordine sparso: cambiato il pannolino a mia figlia una decina di volte, preparato il biberon e lo snack, caricato due lavatrici e pulito casa, riordinato, fatto la doccia, la colazione, una passeggiata veloce e la spesa. Insomma, ad un orario in cui i miei amici di solito si svegliano, io sono già così stanca che andrei volentieri a letto. Ma, ripeto, sono solo le dieci di mattina. Serve un diversivo. Inventarsene uno ogni benedetto fine settimana è davvero difficile. Per fortuna vivo nella patria dei diversivi. God bless the United States of America.

Ottobre, in America, è il mese autunnale per eccellenza (almeno, lo è per quegli Stati abbastanza fortunati da poter vivere tutte e quattro le stagioni in un anno). Sono moltissimi gli eventi che vengono organizzati per l’occasione, sia in città che nei dintorni. Uno di questi è il Pumpkin Patch (l’orto delle zucche) che viene organizzato in moltissime aziende agricole americane.

Noi ci siamo stati ieri pomeriggio. La fattoria che abbiamo scelto di visitare si trova in un paesino a nord di Seattle, detto Snohomish. Nonostante la giornata fosse grigia e le nuvole minacciassero pioggia, il parcheggio era gremito. Migliaia di genitori avevano avuto la nostra stessa idea. E migliaia di bambini ne stavano godendo le conseguenze.

L’evento è organizzato apposta per i più piccoli. Nella fattoria hanno ricavato un’area per i bimbi che vogliono accarezzare gli animali ed un parco giochi di tutto rispetto (a pagamento). Il fine settimana, per chi lo desidera, i gestori mettono in scena uno show con i tre porcellini. Al posto del lupo cattivo c’è un maialone enorme che li rincorre in tondo per un quarto d’ora. Abbiamo assistito anche ad una brevissima “Duck Race”, la gara delle anatre. Scommettere su quale animale vincerà la competizione risulta impossibile: la gara dura circa dieci secondi. Si fa appena in tempo a capire che è iniziata che le anatre hanno già tagliato il traguardo, attirate dal mangime.

Ovviamente, per chi avesse un leggero languorino, non c’è che l’imbarazzo della scelta: popcorn dolci e salati, ciambelle ricoperte di cannella e zucchero, torta alle mele, alle pere, alla zucca, espresso e altre bevande calde, patatine fritte, hot dogs e pannocchie grigliate. Insomma, la fattoria vecchio stile, quella che si può trovare in Lomellina, con l’aia per le galline e le caprette, in America è stata trasformata in una macchina da soldi (almeno in questo periodo dell’anno).

L’attrazione principale è sicuramente l’orto. Quarantacinque acri di terreno coltivato a zucche. Migliaia di persone si riversano ogni weekend in quell’orto, muniti di carriole di metallo vecchie ed arrugginite, per cercare la zucca perfetta. Quella zucca arancione il giusto, rotonda il giusto e perfettamente integra, senza graffi. Vietato staccare quelle ancora attaccate alla pianta. Non sono pronte. Solo quelle mature si possono prendere. Una volta scelte le favorite si procede fino al checkout: uno stand dove vengono pesate e prezzate. A quel punto si decide se comprarle e portarle a casa.

Inutile dire che il diversivo ha funzionato alla grande. Non solo Bianca si è intrattenuta tutto il tempo, correndo in mezzo all’orto e cercando di caricare più zucche del dovuto nella carriola (la così detta sindrome da supermercato), ma era talmente stanca che in macchina, sulla via del ritorno, non ha protestato e, dopo cena, è filata a dormire senza i soliti esercizi acrobatici riprodotti perfettamente sul lettino. E poi, se proprio vogliamo dire la verità, anche noi ci siamo divertiti un sacco.

Mi rimane un dubbio, però. Ma, queste zucche, si mangiano o servono solo a mia figlia che, usandole come palle da bowling, farà presto innervosire i nostri vicini?

Chiara

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