Ma i taxi in Svezia a cosa servono?


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Dal primo momento in cui mi sono trasferita in Svezia, mi sono resa conto di quanto questo paese nordico non abbia assolutamente nulla da invidiare al resto del mondo in quanto ad organizzazione ed attenzione ai particolari. Per una che, come me, era abituata a fare la pendolare o a dover usare l’automobile per andare a lavoro - imprecando un giorno sì e uno sì contro Trenitalia o il traffico della Tangenziale Ovest di Milano - trasferirsi in una città scandinava è stato come arrivare in paradiso.

Qui a Göteborg, infatti, come in tutto il resto della nazione, il traffico (sia in città che in periferia) è praticamente dimezzato da un perfetto sistema di trasporto pubblico.

Ad ogni fermata, c’è sempre un tabellone digitale che ti informa sugli orari dei mezzi. E fin qui nulla di eccezionale. La cosa assurda è che sembra che la parola “ritardo” in Svezia non esista. Qualsiasi mezzo pubblico è sempre puntualissimo, peggio di un orologio svizzero. In Italia ero ormai abituata a dover recitare un rosario intero (se così si può dire) tutte quelle sciaguratissime volte (due su tre) che veniva annunciato un ritardo del treno: ogni pendolare ha infatti un proprio rituale che lo aiuta a sostenere la (vana) speranza che i “dieci minuti” di ritardo non si trasformino nelle solite due ore di attesa estenuante.

Un'altra cosa che, personalmente, non ho mai visto in Italia ma che trovo davvero molto utile, riguarda l'informazione che i tabelloni danno in merito all'accessibilità dei mezzi: se sono forniti di rampa per disabili (o passeggini) viene segnalato.

Dato che, specialmente d’inverno, non è tanto piacevole dover aspettare sulla banchina al freddo e al gelo, si può comodamente scaricare un’applicazione gratuita per smartphone (Nästa Vagn), che t’informa in tempo reale su quali saranno i tram o gli autobus che passeranno non solo nella stazione a te più vicina (rilevata automaticamente con il sistema di localizzazione del cellulare) ma anche in quelle dei paraggi.

I mezzi pubblici sono poi sempre tenuti alla perfezione: puliti e ordinati hanno sempre cestini per l’immondizia che sembra che siano svuotati come per magia senza che tu te ne accorga.

Si cominciano anche a vedere in giro per strada degli autobus nuovi di zecca: ecologici e rispettosi dell’ambiente, sono 100% elettrici e silenziosissimi.

Ovviamente non è finita qui. Chiunque abbia una bicicletta, può usufruire di una rete di piste ciclabili che copre l’intera superficie della città. Insomma, se non avete un’automobile, vi posso assicurare che qui non ne sentirete sicuramente la mancanza. Potete raggiungere tranquillamente qualsiasi posto senza rischiare la vita ad ogni incrocio.

Se siete pronti a sfidare l’imprevedibile clima svedese, a ogni angolo (letteralmente) della città ci sono postazioni di noleggio bici e, sparse qua e là, si trovano delle colonnine utili per un veloce check-up: qui si possono controllare e gonfiare le gomme della vostra bici. Ovviamente gratuitamente.

La Centralstation, il cuore del servizio dei mezzi pubblici, è semplicemente un gioiellino. Architettura caratteristica all’esterno e zone ultramoderne all’interno, di primo impatto ci si domanda se non si è per sbaglio entrati in un mega centro commerciale.

Infine, anche per quanto riguarda gli spostamenti in aeroporto è tutto comodissimo. Infatti, ogni 20 minuti, appena al di fuori dall’entrata principale di Landvetter un autobus color arcobaleno, il Flygbussarna, è pronto a portarvi in città alla modica cifra di 90 corone (l’equivalente di circa 10 euro).

Ah, ovviamente se non avete il biglietto, potete farlo senza nessun problema su ogni mezzo pubblico pagando con carta di credito!

Carlotta

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