Lo sport per gli italiani all’estero.


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A differenza della maggior parte dei miei amici (e amiche), fin da quando ero piccola non sono mai stata una grande tifosa. Né per il calcio né tantomeno per altri sport. Quando mi veniva chiesto quale fosse la mia squadra preferita, rispondevo sempre (e venivo un po’ derisa per questo) “la nazionale”. Nonostante il fatto che io non abbia mai avuto una squadra del cuore e non abbia mai seguito con regolarità le innumerevoli partite o i vari incontri sportivi, riesco comunque ad apprezzare profondamente quel clima di solidarietà e di speranza che si crea quando si tifa per qualcuno. Ad esempio, adoro ritrovarmi con gli amici (per una volta tutti d’accordo su quale squadra tifare) durante i mondiali di calcio o eventi come le Olimpiadi.

Da quando mi sono trasferita all’estero questo sentimento si è in qualche modo ingigantito. Sarà la lontananza da casa o il piacere di tifare per qualcosa che richiami la mia italianità, ma giusto ieri mi è capitato di capire ancor di più quanto lo sport possa unire persone che nemmeno si conoscono.

Come tutti gli italiani residenti all’estero sapranno (soprattutto se sprovvisti come me di televisione in casa), non sempre è possibile sintonizzarsi in diretta streaming per vedere i vari programmi o eventi sportivi che ci interessano e che vengono trasmessi dalle emittenti italiane. Un giorno, FORSE, vi spiegherò, da brava nerd quale sono, l’uso di networks come il VPN per far credere al sistema che il vostro computer si trovi in territorio italiano così che voi possiate utilizzare applicazioni come Skygo comodamente in qualsiasi parte del mondo siate (ma questa è un’altra storia che non so quanto si possa legalmente pubblicare online).

Comunque, data l’importanza e la particolarità dell’ultima gara del MotoGP, non c’era alcun dubbio di poter trovare in città un pub/ristorante che trasmettesse in diretta l’evento. Così, i miei amici mi hanno convinta (con poco sforzo, dato che, come ricorderete, non amo passare la domenica a casa da sola) a trascorrere il pranzo tutti insieme per seguire quella gara che, dal canto suo, prometteva di essere ricca di emozioni, data l’impresa a dir poco eroica che il nostro amatissimo Valentino Rossi (amato a prescindere, anche da chi come me di moto non ci capisce una mazza) doveva intraprendere per non farsi sfuggire il decimo titolo mondiale.

Per questo motivo siamo capitati in uno dei bar/ristoranti più famosi in città: l’ O’Learys restaurant. Si vede che agli svedesi lo sport piace un sacco, perché è talmente apprezzato come locale che se ne ritrovano addirittura due identici nella stessa via a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. O’Learys nasce originariamente come una catena di locali fondata intorno al 1988 negli Stati Uniti e più precisamente in una delle città americane a me più cara (in futuro scoprirete il perché): Boston. Appena entrati, ci si sente catapultati nella Red Bricks City, dato che su ogni centimetro quadrato di tutti i muri del locale compaiono immagini dei vari posti più caratteristici di Boston. Ovviamente, i maxischermi sono sparsi un po’ dappertutto, in modo da poter seguire le varie trasmissioni sportive, che vengono trasmesse anche a seconda delle richieste dei clienti.

Inutile dire che io e i miei amici abbiamo parlato poco tra di noi durante il pranzo, tanto eravamo presi dalla gara (inaspettatamente lo ero anch’io). La cosa che mi ha fatto più sorridere, che mi ha fatto capire quanto, a volte, lo sport non abbia limiti di appartenenza e che mi ha fatto piacevolmente sentire come se fossi circondata da tutti i miei più cari amici, è che durante il Gran Premio l’intero locale seguiva con me, con la mia stessa attenzione e apprensione, le gesta della moto #46 ed esultava o sospirava ad ogni sorpasso. Ci siamo ritrovati tutti a sorridere e sospirare all’unisono ed è questa la cosa che, fra tutte, mi piace di più dello sport. Insomma, ogni giorno mi accorgo di quanto, anche se sono lontana da casa, ci sono delle piccole grandi cose che ci uniscono e accomunano tutti, indipendentemente dal fatto di essere tifosi veri e sfegatati o saltuari telespettatori della domenica.

Carlotta

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2 commenti su “Lo sport per gli italiani all’estero.

  • silvia reitano

    Ciao Carlottina, mi raccomando continua a tenere alta la nostra bandiera. Domenica Ivano ed io abbiamo pensato alle nostre Italygoes2: davanti alla rimonta di Vale abbiamo ricordato le tifose di…… Amici! Che ridere! un abbraccione e tanti auguri di buon compleanno se non ci sentiamo più Silvia