U-Dub e la pazza che colleziona felpe universitarie.


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Ognuno di noi ha le proprie fisse. Spesso, se sei donna, queste fisse si tramutano in vere e proprie manie. Le più comuni sono legate allo shopping, spesso compulsivo, di accessori alla moda (scarpe e borse in primis), ma, ultimamente, si sta diffondendo anche l'ossessione del make up, delle creme e delle maschere di bellezza. Conosco un paio di elementi che possiedono talmente tanti prodotti di beauty da poter tranquillamente aprire una profumeria.

Anche io, come tutti, ho una mania. Non sono del tutto immune al fascino del beauty, lo ammetto (con scarsi risultati, purtroppo), ma il mio chiodo fisso é molto meno comune e, se proprio vogliamo dirla tutta, rasenta la pazzia. Si tratta delle felpe delle Università americane. Detta così sembra quasi una presa in giro, ma vi giuro che io colleziono USA College sweaters. E’ una fissa un po’ da sfigata, ma la secchiona che c’è in me non riesce proprio a farne a meno: quando mi trovo in una città americana, in vacanza (o anche solo di passaggio), devo visitare per forza il campus universitario. A quel punto, mi fiondo nel Bookstore. Quelle felpe che si vedono nei telefilm anni ’90, dai colori sobri, con sopra scritto il nome dell’ateneo e la data della sua fondazione, sono per me una vera e propria droga. Ne possiedo una decina, tra cui, quelle di cui vado più fiera, sono: MIT, Harvard, Columbia, UCSD, Berkeley e Chicago University.

Ho sempre sognato, fin da piccola, di far parte del corpo studente di qualche prestigiosa Università americana ed ho sempre idealizzato la vita degli studenti universitari made in USA. Fino a quando, nel 2011, non sono diventata io stessa studentessa di un’università canadese ed ho capito che non è per niente una condizione elettrizzante. Diciamo, per non infrangere del tutto i sogni di gloria della nuova generazione di secchioni, che si tratta di una vita miserabile. Tuttavia, nemmeno questa presa di coscienza mi ha permesso di guarire dalla mia dipendenza. Molto probabilmente resterò malata a lungo. Mi vedo già, cinquantenne, costringere Bianca diciottenne a visitare quanti più campus possibili durante le settimane di orientamento universitario indette ogni anno dalle scuole superiori, solo per poter mettere le mani su sweaters nuove fiammanti

Ad ogni modo, che siate o meno appassionati di maglie, felpe, tazze o gadgets delle Università americane, uno dei consigli che do sempre a chi fa un viaggio negli USA é quello di andare a visitare almeno un campus universitario. Più vi trovate in città grandi e conosciute, più questa esperienza merita il vostro tempo. Per questo motivo, oggi, voglio parlarvi dell'ateneo più famoso di Seattle (e di tutto lo stato di Washington): UW. Appena arrivata qui, in Settembre, sono andata a farci un giro, perché Paolo ci lavora ed ho sentito dire che il Bookstore sia uno dei più grandi e forniti degli USA.

Il campus principale dell' University of Washington, o U-Dub (così viene chiamata da questi americani che risparmiano sulle parole), sorge nell'University District ed é l'unico che fino ad ora ho visitato (sono tre in tutto). Si tratta di un'università pubblica, fondata nel 1861. Con poco più di 150 anni di storia alle spalle é uno dei più antichi atenei del Nord Ovest degli USA. Particolarmente famosa per la sua Medical School, questa istituzioni pubblica riceve il maggior numero di finanziamenti per la ricerca dell'intero paese (intorno ai 6 miliardi di $, per l'anno accademico appena trascorso). 

Il campus centrale é davvero spettacolare, anche in autunno. Tre sono i luoghi da visitare: la Red Square, the Quad e la Drumheller Fountain. La piazza rossa non ha niente a che vedere con quella di Mosca, ma viene chiamata in questo modo per via del fatto che il rosso é il colore predominante dei suoi edifici. Da qui, in giornate serene, con le spalle alla Libreria Suzzallo (un posto fantastico per studiare, soprattutto se si é fan, come me, di Harry Potter)  si possono ammirare le Olympic Mountains. Il cortile detto the Quad é sicuramente l'attrazione principale in primavera: grosso più di un campo di calcio, ospita la School of Liberal Arts ed é abbellito da moltissimi alberi di ciliegie (cherry trees). Infine, la fontana Drumheller merita una visita. La sua è una posizione strategica: circolare, tra gli edifici di mattoni rossi e i roseti, si apre sulla vallata dominata dal Mount Rainer. Di nuovo, nelle giornate di sole, limpide, la vista è amazing!

Le Università americane, non solo quelle più prestigiose, mi hanno sempre dato l’impressione di potere. Non nel senso sostantivo della parola. Voce del verbo potere. Quando ti guardi in giro, in questi campus, ed osservi bene, capisci che questi ragazzi, questi studenti, non solo ci credono, ma possono diventare ciò che vogliono. Si respira un'aria di meritocrazia, forza, costanza e dedizione. Di futuro. Quello che l'istruzione universitaria dovrebbe garantire ma, purtroppo, non sempre ci riesce. 

Chiara

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