Chi “Vapiano”, va sano e va lontano.


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Per un italiano che si trasferisce all’estero per più di qualche mese, trovare un posto in cui si possa mangiare una pizza buona diventa quasi una missione. O meglio, una necessità fondamentale per la sopravvivenza stessa. Un po’ come capire dove si trova il supermercato più conveniente o come orientarsi con i mezzi pubblici. Ovviamente, il tutto si complica perché, quando si parla di pizza, diventiamo davvero dei gran pignoli.

“Quel ristorante fa la pizza troppo sottile”. “Quell’altro la fa decisamente troppo spessa”. “No, lì non possiamo proprio andare perché non usano la vera mozzarella”. “Ma hai visto che roba? Pizza all’ananas!!!”. Questi sono solo alcuni esempi di quello che mi è personalmente capitato di dire agli amici qui in Svezia, nella nostra lunga caccia al tesoro.

Lasciatemi fare un’ulteriore riflessione. Una cosa che ho sempre trovato buffa è come, in qualunque posto al mondo, molti ristoranti italiani sfruttino qualsiasi mezzo per attirare clienti. Si parte, ovviamente, dall’elenco di tutti i nostri nomi più tipici – non si contano più gli innumerevoli "da Gino, Giuseppe, Mario" e quant’altro, sparsi per il globo. E, fin qui, nulla di così sconvolgente. Si arriva però anche a locali completamente stracolmi di qualsiasi cosa possa richiamare alla mente un particolare del nostro bel Paese. Immagini di Pavarotti, del Papa, di Berlusconi (è capitato di vedere anche quello), grappoli di rossissimi peperoncini portafortuna appesi pure sulla porta d’entrata, fotografie di tutte le nostre città più famose e addirittura santini di Padre Pio che ti osservano mentre mangi, sono solo alcuni degli esempi che posso farvi. Per non parlare, poi, della musica. Si tratta di una totale devozione riservata alle struggenti note della Pausini e di Eros, che manco in piena crisi adolescenziale.

Comunque, a parte la piccola parentesi sull’interior desing alcune volte discutibile, per fortuna “chi cerca trova”. E, infatti, quando sopraggiungono cupi pensieri come “Ormai ho capito che dovrò aspettare di tornare a casa l’anno prossimo per gustarmi una pizza come si deve”, succede di trovare come per magia quello che si stava così disperatamente cercando. E da allora, quasi ogni sabato sera, partirà la missione #madeinItaly e ce ne andremo contenti a mangiarci la nostra bella pizza - che comunque “non è proprio uguale a quella che mangiavo a casa mia”.

Ho girato un po’ di posti qui a Göteborg e mi sento di consigliarvi quello che per me è diventato un must: il Vapiano (- non me ne vogliano gli altri ristoranti della zona, è solamente un'opinione personale e ancora modificabile!). Fondato nel 2002 ad Amburgo, è diventato così apprezzato come format di ristorante che se ne trovano già più di 150 sparsi per il mondo. Non è, infatti, la tipica pizzeria. Arrivi e ti viene consegnata una carta magnetica su cui vengono segnati gli ordini. Al centro del locale puoi scegliere cosa mangiare tra “antipasti”, “pasta o risotto”, “pizza” e “zuppa o insalate”, mettendoti in fila, a seconda del menù che preferisci. I cuochi cucinano direttamente di fronte a te e, per non farti aspettare in piedi, ti consegnano un disco che si illumina quando il tuo piatto è pronto. Il bancone del bar è distaccato dall’isola centrale, sempre per diluire i tempi d’attesa. Caratteristiche sono le piantine di basilico fresco sparse ovunque, che vivacizzano e profumano tutto il locale, dal design minimalista ma davvero accattivante.

La qualità del cibo è ottima, le pizze sono personalizzabili con gli ingredienti che preferite (io comunque rimango allibita da chi ci aggiunge l’ananas) ed anche tutti gli altri piatti valgono la pena di essere assaggiati.

Unico vero inconveniente qui nel Nord Europa è … Il prezzo! Per una pizza e una birra si spendono facilmente 300 sek (l’equivalente di circa 30 euro)! Insomma, a volte torna in mente la domanda… “Ma a noi, chi ce l’ha fatto fare?!

Carlotta

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