“Home sweet home”. Ovvero, tornare a casa per le vacanze.


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Per un italiano residente all’estero, l’arrivo delle vacanze, specialmente quelle natalizie, significa soltanto una cosa, se appena appena ne ha la possibilità: tornare a casa, in Italia. Già dagli inizi di Dicembre comincia quell’agitazione mista ad eccitazione per il rientro. Lasciatemelo dire, però. Di solito questo periodo è un casino. Un casino totale. E il culmine viene raggiunto ad una settimana dalla partenza.

Bollette da pagare, appartamento da pulire minuziosamente ed un'altissima e pericolante montagna di panni da lavare, sono solo alcune delle cose che devi per forza fare prima di partire. Questo perché, negli ultimi tempi, avrai sicuramente dovuto sgobbare il doppio (se non il triplo) a lavoro. Perché? Beh, perché tutti sanno che l’italiano che torna a casa per le vacanze, appena messo piede sull’aereo e lasciato il suolo straniero, sarà assolutamente irraggiungibile. È un fatto scientificamente provato. L’italiano-rientrante-in-patria sarà, infatti, sommerso da così tanti impegni che manco si ricorderà che lavoro stava facendo all’estero. Il suo numero telefonico italiano sarà, poi, rimasto sicuramente senza credito per troppi mesi e, quindi, non sarà in grado di ricevere nemmeno le chiamate nazionali. Anche nel caso in cui fosse attivo, o è un numero falso (perché siamo sempre un passo avanti), oppure nessuna chiamata con prefisso diverso da +39 riceverà risposta. E anche chi s’illude di contattarti per email sarà deluso per bene. Wifi deboli e scarseggianti sono la nostra ottima scusa, assolutamente non confutabile. Per tutti questi motivi, però, ti obbligheranno a portare a termine qualsiasi progetto prima di partire.

Finite le faccende casalinghe ed i lavori in sospeso, si apre la questione "regali". Eh sì, perché a casa tutti si aspettano un pensierino da parte tua. E a nessuno importa che, siccome non viaggi in prima classe, tu abbia a disposizione una sola scarsissima valigia, il cui spazio verrà dimezzato dai voluminosi pacchetti. Ovviamente, pure tu ci tieni a fare bella figura e ti metti in testa di trovare il regalo adatto per ognuno. Per di più, vuoi che ogni dono abbia qualcosa di caratteristico, che ben rappresenti il posto in cui stai vivendo. Inizia così l’odissea tra mille negozi super affollati, che nemmeno sapevi esistessero nella città in cui ti sei trasferito. Come sottolineato sopra, sei agli sgoccioli e stai facendo shopping volontariamente nei giorni di punta. Ti senti un po’ come quando per sbaglio prendi la Tangenziale di Milano un comune lunedì mattina alle 8 e per fare 15 km ci metti sei ore.

Infine, se pensi di poter consumare pasti leggeri in previsione degli imminenti banchetti compatrioti, ti stai sbagliando di grosso. Ti sei dimenticato che, immancabilmente, verrai risucchiato anche dal vortice di cene e aperitivi organizzati per salutare amici e colleghi stranieri che, come te, andranno a casa per le vacanze.

 

Ad ogni modo, il semplice fatto di poter finalmente tornare in Italia ti darà un vigore tale da poter affrontare qualsiasi sfida. Naturalmente la prima cosa a cui si pensa sono le persone care che ci stanno aspettando. L’idea di varcare la soglia di casa e di venire travolti da saluti, abbracci e (per chi possedesse un amico a quattro zampe) scodinzolii frenetici, scalda davvero il cuore. Il solo immaginarsi nella nostra vecchia abitazione, pronta ad accoglierci nel suo massimo splendore, tutta minuziosamente decorata per le feste, riesce a risollevare anche lo stato d'animo più cupo.

Non parliamo poi del fatto di rivedere tutti gli amici più stretti, finalmente senza uno schermo digitale e migliaia di chilometri a separarci. Sono sicura che qualsiasi italiano residente all'estero avrà sicuramente, prima o poi, riflettuto sulla differenza tra le nuove amicizie straniere e quelle storiche, lasciate a malincuore in patria il giorno in cui tutto è cambiato. Le prime, per forza di cose, condividono con noi le nostre esperienze quotidiane e conoscono molto meglio la nuova realtà in cui stiamo vivendo. Per questo motivo, a lungo andare, potranno trasformarsi in legami forti e duraturi, ma difficilmente avranno quel livello di complicità ed affiatamento caratteristici delle amicizie strette durante i periodi più spensierati della nostra vita in Italia. È comprensibile, quindi, capire lo stato d'animo del rientrante-in-patria, che sarà pieno di energia ed aspettative anche solo per una pizza nel ristorante sotto casa.

Passeggiare poi per la città in cui si è vissuti per almeno 20 anni sarà una piacevole sorpresa. Riscopriremo la bellezza del posto da cui proveniamo e ci stupiremo di quanto alcune cose, che davamo ormai per scontate, saranno in grado di catturare la nostra attenzione. Per di più, tornare a casa significa non dover fare più alcuno sforzo per capire le conversazioni dei passanti, i termini più stravaganti o i dialetti più stretti. 

Insomma, a parte il fatto che si avrà appena superato un periodo di stress inverosimile, che ci si dovrà vestire sempre uguali per due settimane, che la bilancia chiederà presto vendetta e che, entro due giorni, il cellulare verrà sicuramente scagliato dalla finestra per l'impossibilità di mandare anche solo un sms di auguri, tornare a casa per le vacanze è un sogno che si avvera e NULLA  potrà cambiare questo dato di fatto.

Carlotta

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