Uwajimaya. Se solo Carlotta avesse saputo …


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Carlotta non ha la più pallida idea di dove io sia stata e, di conseguenza, non può immaginarsi di cosa scriverò oggi. Non era mai successo, prima d’ora, che il post programmato di una delle due autrici uscisse senza che l’altra sapesse, a grandi linee, l’argomento trattato. Ci confrontiamo sempre, a distanza. Le avevo detto che avrei visitato la Seattle Central Public Library, un vero e proprio gioiello architettonico dove eravamo già state con le mie amiche nell’estate del 2013, durante una road trip (di cui vi racconteremo). Sicuramente un post molto interessante per alcuni di voi: i patiti del design, dall’architettura e dei monumenti. Insomma, la classica visita da turisti. Ne parlerò sicuramente presto, perché ne vale la pena.

Ma non sono riuscita a resistere.

Oggi si tratta di raccontare quello che io e Carlotta avremmo sicuramente visitato con più interesse in quell’estate del 2013, se solo avessimo saputo. Se lo avesse saputo lei, poi, ci avrebbe trascinate tutte lì immediatamente e ne sarebbe uscita, molto probabilmente, senza soldi. So già cosa mi dirà non appena vedrà queste foto: “quando vengo mi devi portare assolutamente!”. Il tutto corredato da mille punti esclamativi e da quella faccina con gli occhi a cuore.

Insomma, all’interno del quartiere internazionale di Seattle troverete Uwajimaya. Un supermercato. Si, bhe, non un supermercato qualunque. Un supermercato asiatico. Ce ne sono quattro nel North West e quello dove sono stata io è, in assoluto, il più grande. Trentacinque mila piedi quadrati di negozio (che corrispondono circa a tremila e duecento metri quadri). Una specie di Coop orientale. Per me, che ho un cugino italo-giapponese di cui vado fierissima ed ho sempre sognato di visitare il Giappone, si tratta di un’occasione da non lasciarsi scappare. Per Carlotta, che adora qualsiasi pietanza a base di pesce crudo e riso, guarda anime da quando la conosco (quindi da quando ha tolto il pannolino) ed è anche riuscita, qualche volta, a farmi ascoltare tutta entusiasta canzoni giapponesi in lingua originale, si chiama sogno ad occhi aperti. Tra l’altro fortuna ha voluto che fosse periodo di saldi, per il nuovo anno cinese. Purtroppo io mi sono però anche ricordata di esser topo, per il loro oroscopo. Il che, onestamente, un po’ fa senso. Dai: capricorno suona meglio!

Dicevamo. A Uwajimaya, di asiatico, troverete veramente tutto: dalla frutta all’oggettistica, dal pesce vivo alle maschere di bellezza, dalle bottiglie pregiate di Saké ai manga in lingua originale. Il posto è molto ampio, ben tenuto, ordinato e pulito. Al suo interno potete visitare anche la libreria giapponese Kinokuniya.

Non ricorda per niente i negozi di Chinatown in Toronto, lungo Spadina Avenue. Diversissimo da quelle bettole sporche e puzzolenti. Effettivamente, a Seattle, il quartiere asiatico è un quartiere hipster, molto cool. Negozi artigianali di lusso, ristoranti costosi, case basse di mattoni e un certo grado di pulizia (che in confronto, purtroppo, Downtown è un bagno dell'autogrill). Pochi barboni. Insomma, proprio un bel quartiere (di cui vi parlerò più nel dettaglio un'altra volta).

Se ci capitate, quindi, non dimenticatevi di entrare da Uwajimaya! Il pesce è freschissimo. Anzi, è vivo. Il banco del sushi è enorme e ci sono moltissime prelibatezze: dolci, caramelle, e zuccherini di ogni forma e colore. Se amate il salato non potete farvi scappare le patatine all’aragosta! Purtroppo, però, la maggior parte dei prodotti contengono ingredienti misteriosi: il pacchetto, indecifrabile. Bisognerebbe tornare con un amico asiatico che sappia leggere il mandarino, o, meglio, darti consigli sugli acquisti.

Io ho preso solo la miso soup (facilmente riconoscibile) e qualche maschera per il viso. Anche lì, cosa ci sia dentro, non è dato sapere. Ma io sono furba: mi baso sulle figure. Se c’è la forma di un panda io mi immagino che diventerò un panda.

Ed infatti, è proprio quello che accade.

Chiara

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2 commenti su “Uwajimaya. Se solo Carlotta avesse saputo …

  • silvia

    che meraviglia quella teiera!!!!!!!! quando vengo devi portarmi li che me la compro!!!!! (non me la faccio più scappare come ho fatto a Toronto!)
    guarda anche se ci sono delle riviste di cucito (grembiuli, camice….. la mia maestra di cucito ne ha una bellissima) mamma