Guidare in Nord America: istruzioni per l’uso


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Ancora non riesco a capacitarmene. Non sono mai stata una ragazza a cui piacciono i motori. Se posso, mi faccio portare dagli altri. Non perché non mi fidi di me stessa alla guida, sia ben chiaro. Guido discretamente bene (anche se qualche amica, per le strade della Lomellina, non mi lascia usare la macchina perché, dice, vado troppo piano).

Non mi entusiasma la velocità, non mi interessano le macchine potenti. Ho preso la patente a 19 anni, praticamente subito prima della maturità. Ancora mi ricordo le guide con l’istruttore (pagate care) ed i doppi pedali della macchina dell’autoscuola. Il primo giorno di patente sono andata a prendere Carlotta a lezione di matematica ed ho colpito in pieno un marciapiede, girando al semaforo. Non ho mai fatto, però, incidenti. Solo alcuni errori di valutazione (entrando ed uscendo dai parcheggi).

Ad ogni modo, pensavo di aver chiuso per sempre con i test a crocette sul codice della strada e speravo di non dover mai più affrontare l’ansia dell’esame pratico. Una volta basta ed avanza. Invece.

Invece, di patenti, ne ho prese altre tre.

La prima è quella internazionale. Per fortuna, per farla, non serve passare un esame. La mia dura un anno e viene rilasciata dalla motorizzazione, dopo aver pagato i bollettini di competenza e dopo aver fatto la solita foto tessera. Si, quella in cui nemmeno vostra madre vi riconoscerebbe, tanto siete venuti male. Questo documento è necessario per guidare in Canada e negli USA. Più precisamente, in Ontario, se ci si ferma più di 3 mesi, è obbligatoria. Negli Stati Uniti, è fortemente consigliata (anche se, comunque, pochissime compagnie assicurative la accettano – se non quelle delle imprese di noleggio delle auto). In breve, questo documento serve per i primi mesi del trasferimento. In seguito, se volete continuare a guidare, dovrete passare gli esami di guida. 

In Canada vi convertono la patente solo se ne avete una francese, tedesca o svizzera (per quanto riguarda l’Europa). Sarebbe interessante capire il perché proprio questi stati vengano considerati degni di una conversione immediata. Posso immaginare (al limite) la Germania e la Svizzera, ma forse non è chiaro ai canadesi che la Corsica, ad esempio, è Francia. Ed i còrsi guidano come i sardi ubriachi.

Con la mia misera patente italiana, ho dovuto sostenere il test conoscitivo e quello su strada (ed autostrada). Il sistema canadese è alquanto complicato ed avviene in due steps. Per noi internazionali, dopo aver passato l’esame a crocette, si può fare la prova pratica per ottenere una patente di tipo G2 (full license) solamente se si hanno più di due anni di esperienza nel proprio paese. Altrimenti si deve procedere come un qualsiasi ragazzino canadese: prima si passa il livello G1 e dopo tre mesi si può fare domanda per quello successivo. Un accorgimento: se venite bocciati su strada mentre tentate di fare il livello più avanzato dovrete ripartire da zero. Perdendo tutti i privilegi dell’esperienza internazionale – e pagando ben tre volte.

In America il procedimento è più semplice. Nello Stato di Washington riconoscono però solo una patente di guida canadese: quella della British Columbia (Vancouver, per intenderci). Poiché la mia l'ho ottenuta a Toronto, mi sono, di nuovo, dovuta sottoporre ai tanto odiati ispettori di guida. Se vi trasferite, anche temporaneamente, negli USA ed avete intenzione di usare una macchina, conviene che otteniate una driving license americana. Non costa molto (la teoria, qui a Seattle, l'ho pagata 25$, mentre la pratica 39$) e la potete usare come photo I.D., senza dover sempre portare in giro il passaporto. Se invece siete turisti la maggior parte delle grandi compagnie di car rental richiede i 21 anni per ottenere un contratto di noleggio e, se ne avete meno di 25, vi faranno pagare un sovrapprezzo assicurativo. 

Io spero di aver finalmente concluso la mia collezione di documenti di guida. E, se mi fermano, secondo voi, il mio poker di patenti sarà sufficiente per rabbonire la temutissima polizia americana?

Chiara

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2 commenti su “Guidare in Nord America: istruzioni per l’uso

  • Anna

    Eh già, la vita degli italiani all’estero è dura! 🙂 Anche io ho dovuto fare la patente USA, esame scritto e pratico! Dal momento che qui l’esame pratico lo fai con la tua vettura (se vuoi spendere meno), io allora avevo a disposizione solo la macchina che avevamo preso a noleggio (il primo mese ci siamo arrangiati in maniera provvisoria)… non ti dico! un transatlantico!
    l’esaminatore mi fece i complimenti per il parcheggio “perché in Italia sicuramente non avete macchine così grandi”… come se (al di là delle dimensioni della macchina) non avessi la patente da SOLI 10 anni! Ahahahahaha!
    Un abbraccio
    Anna @ Two Sleepless Foodies in Seattle

    • ItalyGoes2

      Anna, sei stata un fenomeno! Io, sicuramente, avrei avuto dei problemi, con le macchine che girano qui, per parcheggiare 😀
      Chiara