Hyresrätt: il grosso problema svedese


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La Svezia. In tutta Europa non penso ci sia un singolo stato più avanzato, socialmente e tecnologicamente parlando (Spotify vi dice niente?). Un estremo rispetto per l'ambiente e per gli spazi comuni, l'attenzione pubblica focalizzata sull'importanza di uno stile di vita equilibrato e non totalmente incentrato sul lavoro (vedi recente proposta di legge di 6 ore lavorative al giorno) ed un sistema sanitario completamente gratuito fino ai 22-24 anni d'età (per tutti, anche per gli immigrati regolarmente registrati in possesso di uno Swedish National Number), sono solo alcuni dei punti cardini attorno ai quali ruota l'intera società svedese.

Se vi dicessi, quindi, che trasferendovi qui arriverete nel regno dell'organizzazione perfetta, non potreste che acconsentire. Ma... Anche nelle fiabe più belle c'è sempre un MA. E scommetto che rimarrete stupiti nello scoprire di cosa si tratti. Io ne son rimasta quasi sconvolta all'inizio. Mai infatti avrei immaginato che, in un sistema così ben ordinato e preciso, il problema fondamentale sarebbe stato rappresentato da un concetto estremamente basilare per il quieto vivere di chiunque: trovare una casa dove abitare.

Eh si, avete capito bene. Affittare (hyresrätt, in svedese) una casa, un appartamento, una stanza, insomma, un qualsiasi "minuscolo spazio vitale" (citazione Disney) qui in Svezia, pare una missione impossibile. Paradossalmente, questo problema diventa ancora più grosso se si cerca qualcosa in una delle maggiori città, quali Stoccolma, Göteborg o Malmö.

Tutto dipende dal fatto che c'è un'elevatissima richiesta ed un numero estremamente limitato di appartamenti disponibili. In generale, poi, ci sono essenzialmente due tipi di contratti d’affitto. Il cosiddetto "förstahand",  è traducibile come un contratto di prima mano ed equivale ad un accordo diretto con il legittimo proprietario del palazzo in cui volete affittare un appartamento. La seconda opzione è rappresentata da un "andrahand", o contratto di seconda mano, soluzione più informale ma con minori garanzie in quanto equivale ad una sottospecie di subaffitto stipulato con chi possiede un contratto di prima mano sull'immobile. E fin qui, direte voi, tutto normale. 

Purtroppo, per avere un contratto di prima mano bisogna registrarsi nel comune in cui si vuole risiedere e... Mettersi in lista d’attesa. Per quanto tempo? Si va da pochi giorni, in quei piccoli comuni all'estremo Nord della Svezia (quelli in cui la popolazione totale non raggiunge le 400 persone per intenderci), fino a circa 10 anni per le zone centrali delle grandi città. DIECI ANNI.

Capite bene che, se come me, ricevete a Febbraio la notizia di poter iniziare il vostro programma di specialità/lavoro/studio a partire da Agosto, avrete poche chances di trovare uno stramaledetto förstahand nel giro di pochi mesi. Le possibilità invece di poter iniziare a lavorare vivendo sotto a un ponte si faranno sempre più concrete, con l'avvicinarsi della data della partenza.

Alla fine, quindi, la stragrande maggioranza delle persone che decidono di trasferirsi in Svezia per periodi limitati di tempo, finiscono con l'accettare un contratto di seconda mano. Ma non è finita qui. Secondo la legge, infatti, non è possibile dare in affitto il proprio appartamento per più di due anni consecutivi. Le rare eccezioni alla regola devono essere valutate di volta in volta con il proprietario del palazzo e giustificate, ad esempio, da motivi come un trasferimento temporaneo di chi possiede il contratto di prima mano in un’altra città per studio, lavoro o chissà cos'altro. Questo perché chi ha in affitto un appartamento con un contratto di prima mano dovrebbe abitarci, non specularci sopra. La conseguenza? La maggior parte dei contratti d’affitto di seconda mano ha la durata di qualche mese, semestre o, se proprio siete fortunati, di un anno. Dopodiché tanti saluti (hejdå! sempre in svedese), dovrete ricominciare la ricerca di un nuovo appartamento da capo. 

Se sperate di rivolgervi ad un'agenzia che si occupi di trovarvi almeno un contratto di seconda mano, regolare o non che sia (perché gli Svedesi son buoni e cari ma di questa legge un po' se ne fregano alla fine e quindi subaffittano i loro appartamenti un po' più del dovuto) verrete nuovamente delusi: l'unico modo è consultare siti come Blocket o Bostadirekt e partecipare alle varie aste online in cui valgono le regole "il primo che arriva meglio alloggia" (non a caso) e "se offri un po' di più forse ti prendono in considerazione".
 
Insomma, la ricerca di una casa dove poter abitare in Svezia, può richiedere davvero tanta pazienza.
 
Dal canto mio sono stata estremamente fortunata. Dopo notti intere passate di fronte al computer per cercare di capire come  funzionasse questo complicatissimo sistema, ho ricevuto una notizia incredibile. La mia scuola possiede qui a Göteborg degli appartamenti che sono riservati per gli studenti stranieri che faranno parte dei loro programmi di specialità. Quindi, se volete trasferirvi in Svezia non disperate, continuate a cercare e sperate in un bella botta di...
Carlotta

 

 

 

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