Kichijoji e Shibuya, lo Yin e lo Yang nel cuore di Tokyo


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I miei quartieri preferiti qui a Tokyo sono Kichijoji e Shibuya.

Il primo è la zona in cui vivo. Non è solo una delle tante aree in cui è divisa la città, ma è un vero e proprio microcosmo: è così brulicante di vita che rappresenta sempre una scoperta inesauribile. 

Di fronte alla stazione si trovano le due zone più frequentate, che si chiamano rispettivamente Sunroad e Harmonica. La prima è una strada coperta (paragonabile a una galleria) dove, in mezzo agli altri mille bar e negozietti, ho scoperto quella che è poi diventata la mia panetteria di fiducia (Linde) e il ristorante di tempura che preferisco (Tempura Tendon Tenya). La seconda è, invece, una zona interamente dedicata ai ristoranti. A prezzi più o meno abbordabili, si può trovare ogni genere di pietanza, che i giapponesi (e i turisti) si affollano a consumare, soprattutto di sera.

Ho iniziato a sentirmi davvero a casa quando mi sono resa conto di aver sviluppato le mie piccoli abitudini, come ad esempio fare la spesa nel supermercato Life di fianco alla stazione, entrare da Loft o da Don Kihoote (due notissimi centri commerciali con sedi in tutta Tokyo) per scoprire le ultime assurde novità in fatto di oggettistica, cancelleria, snack e arredamento, o sedermi da Chokocro (una catena di bar diffusa in tutta la città) per gustare un gelato in stile tradizionale.

Per il resto, Kichijoji è principalmente un quartiere residenziale, vale a dire che ci sono tante belle casette, non troppa frenesia per le strade e un sacco di famiglie in giro nei fine settimana. In più, c’è il (mio adoratoparco di Inokashira, che si trova solo a pochi minuti a piedi dalla stazione. In ogni stagione regala scorci stupendi di natura. In primavera e in autunno è anche possibile avventurarsi sulle acque del laghetto centrale del parco sopra curiose barchette dalla forma di cigni.

Shibuya è, invece, il quartiere dei giovani e, quando ero venuta a Tokyo da semplice turista in vacanza, era la zona della capitale che mi aveva affascinata maggiormente. È così diverso da tutto quello che avevo visto in Italia che ne ero rimasta folgorata: è come entrare all’interno di uno degli anime che tanto mi piace guardare.

Di solito, il punto di ritrovo con gli amici è la famosissima statua di Hachiko appena fuori dalla stazione, e da lì si attraversa l’incrocio pedonale più trafficato al mondo e ci si immerge in un dedalo di strade in cui... c’è di tutto e di tutto è possibile vedere. Persone vestite in base a stili completamente alternativi, negozi da cui proviene il suono di canzoni a tutto volume, PR urlanti che invitano i passanti a visitare i locali per cui lavorano, profumi di cibi differenti che si alternano tra loro passando di fronte ai ristoranti, centri commerciali immensi, una miriade di insegne pubblicitarie luminose: tutto questo e altro ancora è Shibuya.

Adesso che vivo a Tokyo, ci vado quando desidero mangiare da Sushi Zanmai (il mio ristorante preferito di sushi), o quando ho voglia di fare una spettacolare colazione in stile francese da Viron o ancora, ovviamente, quando decido di fare shopping.

Anche ad Halloween, Shibuya diventa una meta imprescindibile, anzi la sola e unica da visitare: TUTTI i personaggi dei manga e degli anime che ho letto e guardato (e sono molti!) popolano le strade di questo quartiere durante quella notte dell’anno!

Kichijoji e Shibuya sono separati da una ventina di minuti di metropolitana sulla linea Keio-Inokashira e per me rappresentano due mondi ben distinti ma complementari. 

Il primo è il quartiere della piacevole vita quotidiana e delle piccole cose di tutti i giorni, mentre il secondo è il quartiere delle follie, delle occasioni particolari e dello shopping sfrenato.

La cosa che entrambi hanno in comune è che non mi stancano mai, sono sempre forieri di novità e di luoghi e sapori da scoprire.

Cosa state aspettando? Venite anche voi a vedere, provare e sentire tutto questo di persona!

Laura

Kichijoji by day

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Un commento su “Kichijoji e Shibuya, lo Yin e lo Yang nel cuore di Tokyo

  • Anna

    Ah, come dimenticare lo “scramble crossing” di Shibuya? Proprio come dice Laura, “l’incrocio pedonale più trafficato al mondo”. Il verde scatta per i pedoni in tutte le direzioni contemporaneamente ma non ci sono solo due direzioni di marcia perpendicolari bensì anche oblique (tipo un asterisco insomma). Masse di persone si muovono apparentemente senza logica, come se fossero sul punto di scontrarsi. L’incrocio brulica. Un effetto da osservare preferibilmente dall’alto, davvero stupefacente!