Memorie di Kyoto e delle sue meraviglie


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Dopo essere stata la capitale del Giappone per più di un millennio (fino al 1868, anno in cui la corte imperiale si spostò a Tokyo), Kyoto rappresenta tuttora il simbolo della tradizione giapponese.

Sono andata a visitare questa splendida città già due volte, l’ultima delle quali l’anno scorso, e ne conservo ad oggi un ricordo indelebile.

Nel centro, privo di palazzi svettanti, è possibile ammirare intere vie costeggiate da casette immerse in un’atmosfera elegante e riservata. In alcune di queste strade, alzando gli occhi al cielo, si notano intrecci di fili della corrente talmente fitti da sembrare pergolati.

Il grande fiume Kamo attraversa Kyoto, separando le alquanto famose zone di Gion e Pontocho.

A Gion si trovano le più antiche ed esclusive case da tè (ochaya) della città e, non di rado, vi si possono ammirare splendide geishe che indossano con consumata grazia elegantissimi kimoni. Non a caso, ogni volta che a Gion incontravo una donna in abiti tradizionali, la mia mente correva subito all’intramontabile libro “Memorie di una geisha”, la cui storia è per lo più ambientata proprio in questa parte della città.

Pontocho è, invece, un lungo e strettissimo vicolo sui cui lati si dispiega un’infinita serie di raffinati ristoranti. È particolarmente suggestivo percorrerlo di sera, perché è la parte della giornata in cui regala il meglio di sé: le soffuse luci dei locali illuminano la strada di bagliori dorati, il chiacchiericcio sommesso che proviene dall’interno di ogni ristorante stimola la fantasia e il profumo dei cibi tradizionali rappresenta un richiamo irresistibile.

Al di fuori del centro di Kyoto, si trovano il Padiglione d’oro (Kinkakuji) e il Padiglione d’argento (Ginkakuji), ossia dei rinomati templi che ogni buon turista non può mancare di visitare. Io, però, sono rimasta stregata da una meta un po’ meno nota: il castello di Nijo. I magnifici giardini e gli interni curatissimi mi hanno catapultata indietro nel tempo, facendomi sognare.

Anche ammirare il Tempio dell’acqua pura (Kiyomizu-dera), facilmente raggiungibile a piedi dal quartiere di Gion, è stato uno spettacolo senza pari. Il Kiyomizu-dera, che vanta una storia millenaria, è stato edificato su un’altissima impalcatura di legno dalla quale si gode di una fantastica vista sulla città, e in autunno è impreziosito da alberi tinti di ogni sfumatura di rosso.

Sempre a Kyoto mi è capitato di visitare il santuario di Yasaka, composto dal più elevato numero di edifici che avessi mai visto, nonché famosissimo in quanto sede (ogni luglio) del “Gion Matsuri”, la festa religiosa più importante della città.

Tra un santuario e l’altro, è possibile distrarsi passeggiando per il Nishiki Market, una zona coperta costituita da strade perpendicolari e interamente dedicata alla vendita di articoli culinari. I numerosi negozietti del Nishiki Market vendono i generi commestibili più disparati che, prima dell’acquisto, è possibile provare grazie a piccoli assaggi gratuiti: questi assaggi mi sono stati indispensabili per capire cosa fosse la maggior parte degli alimenti esposti!

Quando penso a Kyoto, le prime cose che mi vengono in mente sono il quartiere di Gion, la bellezza senza tempo degli edifici storici, lo splendido ventaglio che mi sono comprata come souvenir e la mascot Mayumaru con cui sono riuscita a farmi scattare una foto.

E per voi cosa rappresenta questa città? Spero che non vediate l’ora di scoprirlo!

Laura

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Un commento su “Memorie di Kyoto e delle sue meraviglie

  • Anna

    Per me Kyoto è … il sentiero dei filosofi, che si snoda tra templi bellissimi sul fianco di una collina; il mio shuin-cho, il taccuino in cui custodisco come tesori timbri e calligrafia di ogni tempio visitato; una porta in carta di riso che si apre e il fruscio di un kimono che scompare all’interno di una casa da tè. Kyoto è magica!