Il giardino giapponese, un luogo magico per adulti e, soprattutto, bambini


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Non sono un pollice verde. Mia nonna: lei si che lo era. Anche mia mamma e mia zia, in misura minore. Loro si ritengono due esperte di giardinaggio: adorano coltivare piante e - allergia permettendo - amano la primavera, quando incominciano a lavorare in giardino. Mi chiedo dove sia andata a finire la mia parte di eredità, ovvero quelle caratteristiche che, innate, ti fanno somigliare a genitori e nonni. Non che le mie sorelle siano migliori, quando si tratta di cura delle piante. Deve essere proprio successo qualche cosa durante il processo di replicazione del DNA.

Beh, per carità, poteva andare peggio.

Sta di fatto che, anche se non sono dotata di geni da giardiniera, ho sempre amato tantissimo gli spazi verdi. A Pavia, nella casa dove sono cresciuta ed ancora vivono i miei genitori con le mie sorelle, il nostro giardino è molto grande. Mi piaceva giocarci, da piccola e, da grande, spesso, andavo a farci un giro per rilassarmi (o, semplicemente, per scappare dalle famosissime ondate di isterismo di casa Marazzi).

Il Pacific Northwest, la regione dove vivo, è molto famosa per i suoi giardini. Ne ho visto uno a Vancouver Island nel 2013, bellissimo: i Butchart Gardens. Spero, un giorno non troppo lontano, di portarci Paolo e Bianca e, quindi, di farveli conoscere tramite un post qui, sul nostro blog.

Seattle è ricca di parchi, anche molto grandi, ma sono pochi i veri e propri giardini, quelli curati, in ogni dettaglio (da chi è dotato del famoso gene da giardiniere, si intende). Il giardino botanico di UW, chiamato Washington Park Arboretum, è un luogo unico, tra gli spazi verdi della nostra città. Non l’abbiamo visto tutto: è grande 230 acri e si estende per 1 miglio e mezzo, dal Lake Washington al quartiere di Capitol Hill. Al suo interno, potrete trovare un giardino giapponese. Lo abbiamo visitato con degli amici qualche settimana fa. È un piccolo mondo compresso e quieto, popolato di alberi, laghi, fiumi, cascatelle, fiori e colline. Se lo visitate di prima mattina (apre alle 10, quindi per noi con figli, già quasi pomeriggio inoltrato) riuscite a goderne ogni scorcio e gli animali che lo popolano saranno tutti svegli, ma ancora sufficientemente rilassati da mostrarsi agli occhi degli umani senza remore. Il laghetto, per esempio, è popolato da koi, la varietà di carpa giapponese che sembra un enorme pesce rosso ma non lo è.

Insomma, il giardino giapponese, nel cuore di Seattle, sembra proprio un luogo magico. Sicuramente alle bambine è apparso così. Ma non certo per i fiori, la disposizione ed il taglio degli arbusti o i bellissimi riflessi del laghetto. No, “keep it real, mum!”. Bianca non aveva mai visto pesci, tartarughe e rane così grandi e, per tutta la giornata, ha continuato a ribadire: “fishy mamma: big, big one!!!!!!!”.

Chiara

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