Una gita fuori porta, ovvero Bainbridge Island


Ve lo avevo promesso. Con l’arrivo della bella stagione avrei avuto la possibilità di condividere con voi, cari lettori del nostro blog, post più solari, colorati, luminosi e divertenti. Insomma, in una sola parola: estivi.

E, quindi, eccoci qua.

Domenica scorsa, mentre molti italiani erano alle prese con il rientro dal ponte del 2 Giugno, noi ci siamo concessi una breve gita sull’isola di Bainbridge. Si tratta di una delle molte isole che siedono in quella parte del Pacifico protetta dalle forti correnti oceaniche grazie alla Vancouver Island. Si trovano di fronte alle coste del Nord Ovest, nella baia di Seattle e di Vancouver. Sono molte quelle che si possono visitare prendendo il traghetto da Seattle, da Edmonds, o da altri porti sulla costa.

Per chi non ha mai visto l’Oceano – no, non si tratta di isole caraibiche, mare cristallino e bianca sabbia fine - il Pacifico è un mare abbastanza brutto. Niente a che vedere con la Corsica o la Sardegna (ma nemmeno con la Sicilia, la Puglia, la Calabria, le Marche … ok – posso andare avanti all’infinito). Freddo, anzi, freddissimo, torbido con alghe giganti, appiccicose e puzzolenti, diciamo che non si presenta particolarmente bene, soprattutto sulle coste dello stato di Washington. Ma non ci siamo lasciati intimorire. La giornata era caldissima. Si toccavano i trenta gradi centigradi (quasi cento gradi Fahrenheit – anche se io preferisco usare i “nostri” Celsius, se non altro perché mi danno l’idea di andare incontro ad una temperatura vivibile - non di finire direttamente al forno) e, poiché alle sei e mezza eravamo tutti in piedi (grazie, amore della mamma!), siamo saliti su uno dei primi traghetti della giornata.

I traghetti per Bainbridge partono ogni ora circa dal porto di Seattle, che si trova praticamente in centro città. La traversata dura in tutto 30 minuti e, di solito, il mare è tranquillo. Si parcheggia la macchina (se la si vuole portare) dentro la nave e poi si può decidere se salire sul ponte oppure restare in garage. Una decisione che spetta solo alle coppie senza figli, o alle compagnie di amici. Quando hai figli lo sai che mezz’ora in macchina senza alcuno svago e senza nemmeno la possibilità di distrarre la prole con musica, panorama in movimento o cibo è praticamente un’impresa impossibile, che nemmeno Tom Cruise (ndr. sottile gioco di parole. Mah, forse è meglio rivedere l’introduzione all’articolo ed evitare alte aspettative tra i lettori con l’aggettivo divertente accostato al sostantivo post).

Siamo stati un’intera giornata sull’isola ed abbiamo esplorato due luoghi. Il centro città, dove si ferma la maggior parte dei turisti senza macchina, e Fay Bainbridge Park. Entrambi vivamente consigliati. Avrei voluto visitare anche la Blodel Reserve, ma il caldo e l’eccitazione di Bianca a contatto dell’Oceano mi ha fatto desistere. Intanto, ho pensato, si tratta di una gita fuori porta che si potrà presto ripetere.

Fort Ward è la tipica cittadina americana turistica. Le case sono bellissime, i parchi in fiore, i ristoranti con i tavolini all’aperto e le aree pubbliche curatissime. Abbiamo visto un cerbiatto all’interno di un giardino privato (ma, purtroppo, mentre stavo per tirare fuori la macchina fotografica Bianca ha lanciato un urlo tutta eccitata ed il quadrupede ha preso letteralmente il volo). Il lungo mare è anche un porto turistico ed i prezzi sono elevati. Dicono che, in alcuni punti del waterfront trail si possano ammirare i leoni marini. Molto probabilmente, Giugno, non è stagione di foche e simili. Noi abbiamo visto solo qualche granchio gigante.

E, a proposito di crostacei giganti, Fay Park è la spiaggia giusta per incontrarli. Si tratta della tipica spiaggia oceanica americana. Arbusti e legni secchi sparsi sulle dune di fronte al mare, rena scura e costellata di conchiglie, sassi ed alghe verdi. Alcuni tronchi secchi donano al paesaggio un non-so-che di selvaggio. Il tutto reso più suggestivo dallo spuntare, all’orizzonte, del Mount Rainier. Oltre a poter campeggiare nell’area adiacente la spiaggia, il parco è dotato di servizi igienici, BBQ ed un playground per i più piccoli. Non che debbano essere necessariamente intrattenuti. I crostacei che galleggiano (morti) tra le onde che si infrangono sulla sabbia sono uno strumento d’intrattenimento (o di tortura, a seconda del bambino) potente, se sapete come usarlo. O anche, se, come nel mio caso, ad usarlo è il papà – perché io non riesco nemmeno a mangiarli, quei brutti ceffi! Bleah!

Chiara

 

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