We are back!


Siamo tornate! In tutti i sensi. Siamo tornate a scrivere sul nostro blog e siamo tornate alle nostre (miserabili) vite da Italiane all’estero!

Quest’estate è stata, per me, molto speciale. Mi sono (finalmente) sposata, Carlotta ha fatto (finalmente) da testimone ed, insieme, siamo (finalmente) diventate famose con un video musicale che ha spopolato su YouTube (se ve lo siete perso, basta cliccare sul link!).

Organizzare un matrimonio in Italia da espatriata non è un’impresa semplice e, senza l’aiuto di Carlotta e della mia famiglia, non sarebbe venuto esattamente come me l’ero immaginato. Ci sarà tempo per condividere con voi i miei pensieri, le foto ed alcuni suggerimenti in proposito. Un po' di pazienza, cari amici!

Ora ci tengo a riaccogliervi (o darvi il benvenuto, se siete nuovi) sul blog di ItalyGoes2, nato poco più di un anno fa (con questo post) dalla nostra idea di raccogliere storie, immagini ed emozioni di Italiani come noi, sparsi in giro per il mondo per i motivi più disparati. Abbiamo deciso di aprire questo spazio virtuale per condividere i nostri pensieri, senza alcuna pretesa di insegnare qualcosa, di mostrare una via.

Questa è semplicemente la nostra strada, se volete darci un’occhiata.

Quest’anno ci saranno alcuni cambiamenti, saremo molto più attive su Youtube e sulla nostra pagina Facebook, ma il blog è, e rimane, un punto fermo – il nostro diario di bordo.

E, su questo diario di bordo, ci sarebbero moltissime cose da scrivere, di quest’estate italiana appena passata. Le mie amiche mi hanno fatto una sorpresa e siamo state a Forte dei Marmi qualche giorno, sono andata in Puglia con i miei genitori + Carlotta e la preparazione del matrimonio mi ha tenuta sempre sulle spine, fino all’ultimo momento. Un’estate vissuta intensamente. Da Italiana, in Italia.

Era un anno che non tornavo. Sembra impossibile ma, piano piano, ci si dimentica. Ci si scorda come si vive in Italia, i sorrisi degli amici, gli incontri casuali per la strada, il profumo del pane di fronte alle pasticcerie. Ci si dimentica quanto sia bello prendere la macchina per andare dai propri genitori – e quanto sia comodo poter lasciar loro il “pacco” per un pomeriggio (o dieci!). Ci si dimentica di quanto, alle volte, si vorrebbero strozzare le proprie sorelle, od abbracciare il nonno per zittirlo, dopo l’ennesima volta che ripete la stessa identica frase.

Mi ero dimenticata il sapore della nostra frutta, il colore del nostro mare, la bellezza delle nostre città. Ho visitato Matera, Tivoli, Bologna. Sono stata sotto la casa di Dalla. Ed è vero, caro Lucio. Ci si dimentica perché l’America è lontana – dall’altra parte della luna – che li guarda ed anche se ride – a vederla mette quasi paura.

Chiara

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