A late summer tale


Siamo tornate. Ve l'aveva anticipato Chiara nell'articolo della scorsa settimana.

Tornate dalle vacanze, tornate alle nostre case lontane dall'Italia, tornate alla routine di tutti i giorni, tornate a essere distanti dagli affetti più cari e, non in ultimo, tornate a scrivere sul blog. 

Non è mai facile. Almeno, non per noi. Ogni volta, a casa, c'è tanto che ci aspetta - troppo a volte. E quando poi la tregua finisce, ci si guarda indietro e torna -immancabile- quella vocina pungente, che si diverte a tormentarti con la domanda "ma sei proprio sicura di voler partire di nuovo?".

Ma alla fine, star lì a farsi crucci inutili non è mai servito a nulla. Ormai c'è troppo in ballo e su quell'aereo bisogna salirci per forza. Si prende un bel respiro, ci si fa coraggio scorrendo con malinconia tutte le foto scattate durante l'estate e si torna a seguire quel percorso a volte un po' solitario, a volte un po' difficile, che ci siamo scelte.

Che poi, in realtà, non è poi nemmeno così male.

Appena rientrata in Svezia sono stata accolta da giornate di sole splendente, temperature ideali e da quei panorami verdeggianti che tanto mi avevano colpita all'inizio della mia avventura. Ma la cosa più incredibile era l'umore della gente. Tutti erano era al settimo cielo: gli Svedesi, infatti, non sono stati troppo fortunati quest'anno. Ad Agosto, per lo meno qui a Göteborg, ha piovuto due giorni su tre e le temperature han faticato a raggiungere soglie accettabili per essere considerate degne rappresentati della stagione estiva. Insomma, il mio rientro è coinciso con l'arrivo di un clima attesissimo e la cosa ha giovato non poco al mantenimento del mio equilibrio psichico e ad evitare la famosa depressione-da-lontananza.

Ritrovarmi all'inizio di un così tiepido Settembre, in compagnia degli amici svedesi - famosi per essere grandi amanti della natura e della vita all'aperto - ha reso il mio ritorno decisamente più piacevole.

Ah, per chi di voi non ne fosse a conoscenza, una delle cose che gli Svedesi amano fare di più è... Andare in barca. Non importa che sia una piccola barchetta di legno o uno yacht di 50 metri. Avere un'imbarcazione è il sogno di qualsiasi abitante. Non che mi aspettassi qualcosa di meno dai diretti discendenti del popolo di navigatori più famoso della storia!

Salutiamo, dunque, l'arrivo dell'autunno con un video - ricordo di una giornata di fine Settembre, passata ad imparare a fare nodi con le cime, a issare vele e a combattere il mal di mare! BUONA VISIONE! 🙂

Carlotta

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