Un weekend in Nord Europa


Apro le finestre, per cambiare l’aria. Entra fredda – ed umida. Sono quasi due settimane che sono tornata in Italia ed a Pavia c’è sempre stata una nebbia fitta, di quelle degne di un film dell’orrore. Per godere di una bella giornata di sole, sono dovuta andare a Copenhagen. Danimarca. Una delle città, dicono, con il clima peggiore dell’UE.

Non ero mai stata in Nord Europa. Ho vissuto in Nord America (quella vera - il Canada) per quattro anni. Mi aspettavo qualcosa di simile, in termini di clima e di atmosfera, ma mi sbagliavo. Sono partita sabato scorso, per raggiungere Carlotta e festeggiare con lei i suoi trent’anni. Diciamo che sono andata per celebrare la nostra vecchiaia – in una città fatta su misura per i giovani.

Sono rimasta colpita dall’atmosfera che si respira nella capitale danese. Copenhagen, la chiamano la Venezia del Nord, ma – a parer miodi italiano non ha proprio nulla. Stradine pulite, silenziose e poco trafficate, biciclette di ogni tipo e colore, mezzi pubblici puntuali e frequenti, poca cortesia e prezzi alle stelle. L'abbiamo quasi sempre esplorato a piedi, anche di notte – senza paura. Essendo il clima piuttosto favorevole (per essere Dicembre) non ci sono pesati quei dieci chilometri al giorno registrati dai nostri Iphone. Ho bevuto il Glögg caldo sul famosissimo canale di Nyhavn – una zona pittoresca del vecchio porto, oggi senza dubbio meta favorita dai turisti. Le luci, le canzoni e le decorazioni natalizie hanno reso quella passeggiata al tramonto forse il momento più bello dell’intera vacanza. Siamo poi entrate, alla sera, nei giardini di Tivoli, un parco divertimenti che in questo periodo dell’anno splende di addobbi e luminarie scintillanti. Sembra di stare in un sogno. La piazza dove si affaccia il palazzo reale Amelienborg è, anch’essa, un luogo irreale (passatemi l'accostamento stilistico, se di stile si può parlare). Enorme, circolare, con al centro una fontana, è aperta sui due lati, per far sì che i turisti possano ammirare il Duomo, da un lato, e l’Opera dall’altro. Pur essendo senza dubbio una vera attrazione e pur trovandosi in pieno centro città, il silenzio è assoluto – rotto solo dai tacchi delle guardie reali che marciano decise da un lato all’altro del marciapiede. Ci si dimentica di trovarsi in una piazza. O meglio, noi ce ne siamo dimenticate ed abbiamo fatto delle foto nel suo centro – fino a quando una guardia, lasciato da parte il suo aplomb, si è messa ad urlare: "NO, NO! You cannot stand there!". Questa parte della città mi ha ricordato un po’ Parigi, un po’ Londra. Ma tutto il resto do Copenaghen non è paragonabile alle grandi capitali d’Europa. Il Nord è diverso.

La sirenetta è lì, piccolina. Buttata su una roccia verso la periferia della città. Rispecchia il loro stile, quasi minimalista,  il loro atteggiamento - lo definirei leggero, se si potesse. Niente di faraonico. Niente di pesante. Niente che ti fa rimanere a bocca aperta. Ma, quando vai via, ti sembrerà di esser stato ospite di una bellissima città, dove potresti viverci. Così diversa dalle altre dove sei stato, così particolare, da lasciarti per sempre uno dei ricordi più belli.

Chiara

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