Assos: una gita fuori porta


La mia follia non si nota solo da come riesco a scegliere le città in cui vivere nei momenti più sbagliati della storia, ma anche dalla mia passione per weekend o viaggi un po’ alternativi rispetto alle rotte convenzionali. Uno di questi l’ho pianificato sapendo pochissimo il turco ed essendo in Turchia da poco più di un mese, spinta dall’entusiasmo di scoprire luoghi poco turistici a distanza di autobus [1] da Istanbul.

Io e i miei compagni di viaggio eravamo alla ricerca di qualcosa di naturalisticamente interessante, dove magari poterci fare un bagnetto (il 23 di Aprile) e dove poter vedere qualcosa di culturale, giusto per non sentirci degli ignorantoni. Cercando un po’ ho scovato questo paesello, Assos (o Behramkale, in versione turca), che si trova esattamente di fronte all’isola di Lesbo nella regione turca dell’Egeo. Partiti alle 11 di sera arriviamo di mattina prestissimo ad Ayvacik, dove montiamo su un minibus malandato per giungere, verso le 9, alla nostra meta – tutto questo passando per il famoso stretto dei Dardanelli a bordo di un traghetto che trasportava il bus, nonché per l’area di Ezine, da cui prende il nome uno dei pochi tipi di formaggio che si mangiano in Turchia.

Scesi dal minibus vediamo un minareto che si staglia accanto ad alcune rovine sulla cima della collina su cui ci troviamo e, guardando in giù, ammiriamo il mare luccicante con Lesbo sullo sfondo. Scendiamo a piedi all’iskele (porto) dove un vecchio saponificio è stato trasformato in boutique hotel, e iniziamo a preoccuparci di dove dormire considerando il nostro budget molto ridotto. Nascosto in fondo alle viuzze del paesello che sembra preso da una cartolina di Santorini ecco una specie di camping con casette che danno direttamente sulla spiaggia. Ci accordiamo per il modico prezzo di 10 lire, inclusive di una casetta e della colazione che il simpatico ometto della pansiyon [2] ci porta sorridente spiegandoci che il formaggio, le olive, i pomodori e tutto il resto è fatto o coltivato proprio da lui.

Ci tuffiamo in acqua e ne usciamo tonificati (per non dire congelati) per poi avventurarci a piedi su per la collina che avevamo lasciato alle spalle, tra mucche e capre che pascolano felicemente. Ci ritroviamo senza accorgercene nel mezzo di un’antica città greca, abbastanza integra e completa di mercato, piazza, teatro e tempio. Quest’ultimo senza tetto ma con ancora tutte le colonne intatte, in cima alla collina, dove scopriamo leggendo una targa che Aristotele ha passato tre anni della sua vita proprio qui – e allora pensiamo che dai, la nostra dose di cultura l’abbiamo assunta! Uscendo dall’entrata ufficiale del sito archeologico scendiamo per una viuzza costellata di banchetti con mille chincaglierie fatte a mano dalle signore – borse ricavate da stralci di tappeti, collanine di pietra turchese, fazzoletti per la testa decorati con fiori all’uncinetto – e cibarie di ogni tipo, compreso un olio scuro e dal sapore intenso e foglie di dubbia provenienza per infusi miracolosi (sempre secondo le suddette signore). La sera, prese alcune meze [3] e una coperta, ci sediamo a mangiare sul molo guardando la vicina Grecia e le stelle e ci sentiamo soddisfatti di questo weekend low-cost ma decisamente rilassante!

Per arrivare ad Assos:

Autobus (Çanakkale Truva, Kamil Koç o Metro Turizm) per Ayvacık, Küçükkuyu o Altınoluk e poi minibus che parte ogni ora o taxi. Ovviamente noleggiare una macchina è più facile e veloce ma ormai avete capito che le vie facili e veloci non mi piacciono!

Lorenza

[1] In Turchia esistono i treni, ma gli autobus di compagnie private sono ancora il mezzo più utilizzato se si devono fare tratte medie o se non si vuole usare l’aereo.

[2] Specie di campeggio con bungalow e a volte tende a nolo.

[3] Antipasti che si mangiano solitamente prima di una cena di pesce.

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