Cross country trip, ovvero un assaggio di cos’è l’America


Nell’Ottobre del 2015 io e il mio fidanzato (ora marito) abbiamo inscatolato cinque anni di vita a Philadelphia, li abbiamo incastrati in macchina e siamo partiti alla volta della California. Destinazione Los Angeles, la nostra nuova casa. 

Ci accompagnavano James, gatto silenzioso, e Cosima, cucciolo di sei mesi e 20 chili

Il nostro itinerario prevedeva “La casa sulla cascata” di Frank Lloyd Wright, Chicago; la famosa Route 66; lo Utah; l’Oklahoma; le montagne del Colorado e Las Vegas. 

Guidare più di ottomila chilometri, attraversando innumerevoli stati, ti dà veramente l’idea di come non esista una sola America. Passi da Chicago, una metropoli con moltissime iniziative culturali e un’attiva scena politica, alle pianure dell’Oklahoma, in cui puoi guidare per 4-5 ore senza incontrare centri abitati o altri esseri umani, approdando in villaggi con 300 abitanti e un saloon. 

In Indiana, le farmacie vendono tequila e i segnali in autostrada ti ricordano di aprire il tuo cuore a dio. In Utah molto contee proibiscono il consumo di alcool e caffeina. Il centro del paese rimane ancorato alle tradizioni, mentre la California é la culla della diversità e dell’innovazione.

Il giorno di Halloween siamo arrivati a Los Angeles. La nostra nuova casa ci ha accolti con 30 gradi, una spiaggia enorme e completamente vuota e un tramonto di fuoco. 

Il nostro viaggio attraverso l’America mi ha insegnato ad essere meno critica nei confronti di un paese troppo vasto e complicato per essere compreso solo dalle pagine dei giornali e dai libri. Attualmente vedo l’America come un grande esperimento di integrazione, a volte con successi incredibili, altre con profondi e dolorosi fallimenti. E’ certamente un paese che regala grandi opportunità, specialmente sulle due coste, ma anche un paese che richiede sacrifici estremi ai propri cittadini e residenti. 

Dopo una fase di innamoramento cieco, adesso provo una certa ambivalenza. Il mio “honeymoon period”, la luna di miele, é finito ma, nonostante tutto, sono ancora qui e ne sono molto felice.

Cinzia

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